Blogger: fuckinlife
Nome: Giada
Un calzino spaiato. Le mie visioni non sono tutte oscure.
Questo blog costituisce una testata giornalistica ai sensi dell’articolo indeterminativo una.

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Alla Ricerca del Tempo Perduto (Sodoma e Gomorra) - Marcel Proust
Le intermittenze del cuore
Il mercante di fiori - Diego Cugia
Dov'è la mia piccola orchidea bianca? Quale acqua nutre ora il suo morbido stelo? Benvenuta a casa Maria. Ti ricomprerò, ti rivenderò, giocherò ancora con la tua anima. Come potresti dimenticarmi? Sono dietro la porta, in fondo allo specchio, dentro di te.
Jack Folla. Alcatraz. Un DJ nel braccio della morte - Diego Cugia
Sono tornato per insegnarvi a sognare.
Jim entra nel campo di basket - Jim Carroll
Devo andare a vomitare. Vorrei solo essere puro...
Paura di sognare - Jim Carroll
Mi guardo dalla fine di questo secolo, dal suo peso morto e assetato di sangue.
A sud di nessun nord. Storie di una vita sepolta. - Charles Bukowski
Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita da schifo.
Jukebox all'idrogeno - Allen Ginsberg
Sono con te a Rockland.
Viaggio al termine della notte - Louis-Ferdinand Céline
La vita è questo, una scheggia di luce che finisce nella notte.
Morte a credito - Louis-Ferdinand Céline
È il nascere che non ci voleva.
Una stagione all'inferno - Arthur Rimbaud
Una sera, mi son preso la Bellezza sulle ginocchia. E l'ho trovata amara. E l'ho ingiuriata.
Lettera al padre - La condanna - Franz Kafka
La vita è più che un gioco di pazienza.
Molloy - Samuel Beckett
L'unico modo di andare avanti era quello di fermarmi.
La scimmia sulla schiena - William Burroughs
Ho provato quella straziante privazione che è il desiderio di eroina, e la gioia del sollievo quando le cellule assetate la bevono dall’ago. Forse ogni piacere è sollievo.
Guida Ragionevole al Frastuono più Atroce - Lester Bangs
One, two, three, four. Rock.
Confessioni di una maschera - Mishima Yukio
Contemplai seriamente il suicidio per la prima volta nella mia vita. Finii col concludere che sarebbe stata una faccenda grottesca. Meglio semmai aspettare che qualcosa mi usasse il favore di uccidermi.
Il capitano è fuori a pranzo - Charles Bukowski
Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire.
Underworld - Don DeLillo
Manx porta un orologio che si è fermato sei settimane fa. E' una circostanza cui dedicherà un po' di attenzione quando la sua vita sarà tornata alla normalità.
I'm reading
Don DeLillo - Cosmopolis
Watched
Happiness - Little miss sunshine - Strade perdute – Videodrome - I 400 colpi - Il pianista – Amadeus - Eternal sunshine of the spotless mind - Il grande Lebowski - La 25esima ora – Una pura formalità - Shine - Mulholland drive - The elephant man – La zona morta - Le nozze - Effetto notte - C.R.A.Z.Y. - Zucker, come diventare ebreo in 7 giorni - Goodbye Lenin! - Naked Lunch - Natural Born Killers – Eraserhead – Me and you and everyone we know - L'uomo senza passato - Basquiat – Oz - Cane di Paglia - Hana-Bi - Zatoichi - 2046 - In the Mood for Love - Inside Man – Ogni cosa è illuminata - Do the right thing – Malcolm X – eXistenZ – Four rooms - La sposa turca - A history of violence - Dolls - Babel - Drugstore Cowboy - Last days - Mr Vendetta - Old Boy - Lady Vendetta - The departed - Idioti - Dancer in the dark - Clockers - Sonatine - A scanner darkly - L'estate di Kikujiro - Nuvole in viaggio - Vita da Bohème - Oltre il giardino- Edoardo II - Wittgenstein - Comandante - Lisbon story - La casa di sabbia e nebbia - Night on Heart (taxisti di notte) - Repulsion - Chappaqua - L'anima di un uomo (the blues) - Paradise now - Una casa alla fine del mondo - Once Were Warriors - L'arte del sogno - Guida per riconoscere i tuoi santi - Allucinazione perversa - Mare dentro - L'angelo sterminatore - Mary - Gli ultimi fuochi - Cuore selvaggio - Ken Park - Le vite degli altri - Control - Quattro minuti
On air
Nirvana (Bleach, Nevermind, Incesticide, In Utero) - Soundgarden (UltramegaOK, Badmotorfinger, Superunknown, Down on the Upside) - Marlene Kuntz (Catartica, Bianco Sporco, Ho ucciso paranoia, Il vile, S-Low) - Afterhours (Hai paura del buio) - Shellac (At Action Park) - Screaming Trees (Uncle Anaesthesia, Sweet Oblivion, Dust) - Pearl Jam (Ten, Vs, Vitalogy, No code, Yield, Binaural)- Smashing Pumpkins (Siamese Dream, Mellon Collie and the Infinite Sadness, Adore) - Alice in Chains (Dirt, Jar of flies, Facelift)- Temple of the dog (Temple of the dog: Gossard - Ament - Cornell - Cameron - Vedder) - Stooges (Stooges, Fun House, Raw Power) - Iggy Pop (The idiot, Lust for life) - Mudhoney (Superfuzz bigmuff, Mudhoney, Every good boy deserves fudge, My brother the cow) - Mad Season (Above) - Mother Love Bone (Shine)- Sex Pistols (Never Mind the Bollocks) - Ramones (Rocket to Russia, Road to ruin, It's alive, End of the century)- Talking Heads (Remain in light, Stop making sense, Sand in the vaseline) - Frank Zappa (Freak Out, Hot rats)- The Beatles (Sgt. Pepper's, The White Album, Abbey Road) - Pink Floyd (Ummagumma, The dark side of the moon, The wall) - Tool (aenima, Lateralus - 10000 days) - Led Zeppelin (I, IV, The song remains the same, Remasters) - PJ Harvey (Is This Desire?, Rid Of Me, White Chalk) - Pixies (Surfer rosa, Death to the Pixies) - Velvet Underground (& Nico, White light white heat) - CCCP (Affinità-Divergenze fra il compagno Togliatti e noi) - CSI (Ko' de Mondo) - Giorgio Canali (Rossofuoco) - Lou Reed (Transformer, Berlin, New York, Songs for Drella)- Jeff Buckley (Grace, Sketches) - Blonde Redhead (Fake can be just as good) - Massive Attack (Mezzanine) - Radiohead (Ok computer, Kid A, Amnesiac, In Rainbows) - Joy Division (Unknown Pleasures, Closer) - Stone Temple Pilots (Core, Purple) - Tom Waits (Orphans)- Dream Theater (Scenes from a Memory, Images and Words) - Devendra Banhart (Rejoicing In The Hands, Niño Rojo, Smokey Rolls Down Thunder Canyon)
Credo
Credo nel potere che ha l'immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.
Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d'auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell'eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.
Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione.
Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella curva del le sue narici e nella lucentezza del suo labbro inferiore: nella malinconia dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di rifornimento; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico.
Credo nella bellezza di tutte le donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell'unione dei loro corpi disillusi con le illusorie sbarre cromate dei banconi dei supermarket; nella loro calda tolleranza per le mie perversioni.
Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.
Credo negli organi genitali degli uomini e delle donne importanti, nelle posture di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher e della principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo.
Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo.
Credo nel nulla.
Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì, Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, DÅrer, Tanguy, Facteur Cheval, torri di Watts, Bîcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili rinchiusi nei manicomi del pianeta.
Credo nell'impossibilità dell'esistenza, nell'umorismo delle montagne, nell'assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell'aritmetica, negli intenti omicidi della logica.
Credo nelle donne adolescenti, nel potere di corruzione della postura delle loro gambe, nella purezza dei loro corpi scompigliati, nelle tracce delle loro pudenda lasciate nei bagni di motel malandati.
Credo nei voli, nell'eleganza del l'ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella pietra lanciata da un bambino che porta via con se la saggezza di statisti e ostetriche.
Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell'universo nascosto nei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell'inesistenza dell'universo e nella noia dell'atomo.
Credo nella luce emessa dai videoregistratori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell'intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell'eleganza delle macchie d'olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell'aeroporto.
Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro, e nelle infinite possibilità del presente.
Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans, Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.
Credo nei progettisti delle piramidi, dell'Empire State Building, del FÅrer-bunker di Berlino, delle rampe di lancio di Wake Island.
Credo negli odori corporali della principessa Diana. Credo nei prossimi cinque minuti.
Credo nella storia dei miei piedi.
Credo nell'emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei calendari, nella perfidia degli orologi .
Credo nell'ansia, nella psicosi, nella disperazione.
Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento in disuso (più belle del Taj Mahal), nuvole e uccelli.
Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell'immaginazione.
Credo in Tokyo, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, Dealey Plaza.
Credo nell'alcoolismo, nelle malattie veneree, nella febbre e nell'esaurimento.
Credo nel dolore.
Credo nella disperazione.
Credo in tutti i bambini.
Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d'aeroporto.
Credo a tutti i pretesti.
Credo a tutte le ragioni.
Credo a tutte le allucinazioni.
Credo a tutta la rabbia.
Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni.
Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.
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postato da fuckinlife alle ore 00:17
venerdì, 04 luglio 2008

La Norvegia, mi dici. In Norvegia non possiamo, lo vedi non ci sono gli aerei. Madrid no: ci sei stata con lui. Allora togli pure tutta la Spagna. Anzi togli mezzo emisfero. Lotti con le ombre. Questo è latte versato. Non ho soldi. Te li presto io. Sai che mi offendi quando fai così…

Scivolo, come una pallina di mercurio, per non dire quello che penso davvero. Che la vita non è un vhs, che se vuoi premi un tasto e torna indietro. Che le cose le ho già viste, tutte. Ma che ora le voglio vedere coi tuoi di occhi. Costi quel che costi.

Lo sto facendo ancora. Mi sto usando come puntaspilli. Ora basta.

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postato da fuckinlife alle ore 19:35
lunedì, 30 giugno 2008

Questo non è un inno alla gioia. Il mio corpo è e rimane troppo pesante da trascinare. Nessuna spinta, nessuna voglia, nessuna propulsione. Questo non è un inno alla gioia. Però venerdì sera, sulla route66 che attraversa il 44° parallelo, dove il cielo non è color candeggina, per un attimo, io e te stavamo volando.

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postato da fuckinlife alle ore 17:18
lunedì, 30 giugno 2008

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postato da fuckinlife alle ore 20:40
martedì, 27 maggio 2008

Una ragazzina sola, svogliata, in una stanza con un tavolo da colazione, una stanza che altrimenti sarebbe vuota.
I violini sono al centro della mia attenzione.
Mentre mia madre legge ad alta voce, mi sforzo di capire, cerco di renderla orgogliosa di me.
Ma calano le ombre.
Le ombre sono nella mia testa.
La mia testa, che è una stanza colorata…
Non si può far finta che non ci sia qualcosa che non va.
Non chiamarmi Figlia, non è adatto.
La fotografia che conservo me lo farà ricordare.
Sto stringendo la mano che mi tiene schiacciata a terra.
Tu mi dici che risalirò.
Ma ora calano le ombre. E sono sempre più giù.
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postato da fuckinlife alle ore 12:50
domenica, 04 maggio 2008

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postato da fuckinlife alle ore 10:11
venerdì, 02 maggio 2008

Ho la faccia di chi va lasciato stare nel suo angolo a morire in pace.
Guardo la luna e mi accorgo che invece c'è il sole, e non mi piace.
Ma com'è che non ci sei e ho bisogno di te...
E la mia ira sale, come se di rabbia non bastasse quella chiusa nel mio cuore.
Si lo so di avere dentro una rabbia di cui non mi pento, io tossisco e viene fuori, è rabbia di picche, non è rabbia di cuori, è rabbia vecchia, non è rabbia passeggera, non è la pioggia di marzo, è lampi, è tuoni, è vento, è una bufera.
Da 1 a 100 è centomila la rabbia che ho dentro e quando poi la sputo fuori, è rabbia da cannoni non è rabbia da fiori.
Non è rabbia qualunque, non è militante, volevi cambiare e non cambia un bel niente.
Non è la verità nella solita nebbia.
Non è pioggia di marzo.
E' RABBIA, RABBIA, RABBIA, RABBIA NERA.
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postato da fuckinlife alle ore 01:03
giovedì, 01 maggio 2008

L’erba nasconde e la pioggia cancella. Gioco al solitario col punteggio vegas per vedere i soldi che se ne vanno e sentirmi più fallita di così. Questa è la vita di uno sparring partner, prendere i cazzotti  per far allenare il pugile di turno.
Che la giovinezza sposi il mattino, che intorno a voi, figli miei, vi sian le rose e gli usignuoli, che la vostra vita sia una bella aiuola piena di sole, che tutti gli incanti del cielo vi riempiano l'animo e che io, buona a nulla, muoia ormai, certo tutto è giusto. Detto questo, vado a fare la doccia con un tostapane sottobraccio.
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postato da fuckinlife alle ore 01:39
mercoledì, 30 aprile 2008


The more I think, the less I see.
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postato da fuckinlife alle ore 21:02
martedì, 29 aprile 2008

Camel light. Via un pezzo. Il freddo che ho dentro ora è quello della nostra tenda, di notte, sul mare. Perché, neanche a dirlo, ti sei scordato il sacco a pelo. Sento il rumore su per le scale e il legno che scricchiola, mi giro di scatto, ma non sei te, che riprendi la borsa e lasci le chiavi. Mi infilo le cuffie, affogo nell’autan, metto i baustelle e fischietto, quassù nella mia tana. Do un’occhiata fuori. Le ragazze dell’appartamento di fronte dormono sul materasso senza lenzuola, il colombiano col cravattino che l’altro giorno aveva una spranga in mano - perché i conti si regolano così, altro che finanza creativa – sta rovistando in un sacco giallo dell’esselunga. Ci sono le macchie sul vetro di quando fai la prova-narici. Ti sento qui. Francesco canta. Abbiamo barbe. Abbiamo fede. Abbiamo sputi. Abbiamo buchi sul gilet. Siamo accampati sull’aiuola. La colomba morta vola. C’è una rissa. Bottigliate in faccia. Vuoti a perdere. Conto i minuti che mi separano da te, te che alle due di notte guardi una pensilina, vedi una donna con la minigonna corta e le calze a rete e pensi che stia aspettando l’autobus. Il mio venezuelano brasiliano della piana fiorentina del cilento (e detto questo, serie infinita di battiti sul petto in segno di appartenenza multipla). Chiudo gli occhi e vedo il porto di Amsterdam, i tuoi occhi sinceri ed i miei sempre tristi. Ti prendo la mano. Sei qui con me. Non c’è stato mai nessuno che mi ha amato tanto come questa notte. Buonanotte piccolo mio.

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postato da fuckinlife alle ore 12:14
domenica, 06 aprile 2008

Frugo nella cassetta della posta dei miei vicini di casa e, cristo santo, quelli al primo piano hanno 90 anni e a quanto pare si danno ancora da fare.
Pochi mesi e devo cercare di nuovo casa. Assurdo come mi fossi già affezionata a queste macchie di muffa e al cesso senza tavoletta.
Come Orwell insegna, ci sono persone che non sembrano rendersi conto del fatto che esistono cose come abitazioni decenti, e considerano cimici e tetti sfondati come opere di Dio; altre si scagliano risentite contro i padroni di casa, ma tutte si aggrappano disperatamente alle loro case, temendo il peggio.
Questa volta non so cosa fare. Forse la soluzione migliore sarebbe tornare ad abitare sul mio eremo e vestirmi in salopette e zoccoli come Don Chuck Castoro. Come è noto, isolamento geografico = alienazione = disagio = morte. Alla luce di questo, mi sembra una delle migliori idee partorite nell'ultimo quinquennio.
Ormai vivo con uno scatolone a tracolla. Chissà quale spelonca inospitale mi capiterà.
Mi vien detto di aspettare, mi vien detto 'non sono ancora pronto', mi vien detto di portare pazienza. Che poi andremo a abitare insieme e sarà tutto più facile. Troveremo un posto in semicentro totalmente personalizzabile con ammennicoli di ogni ordine e grado. Entusiasmo.
Mangio due uova. Ho solo quelle in frigo. Dovrei imparare a deporle.
Questa non è vita.
Io non mi sto divertendo affatto.
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postato da fuckinlife alle ore 15:01
domenica, 30 marzo 2008

Gentile professore, oggi mi prendo la libertà di rubarle un po’ di tempo. Stamani mi sono svegliata e mi sono detta: “sì, in effetti credo che farò l’insegnante”.
Potrei salire sui banchi ed indurre gli studenti a suicidarsi, essere passionale, originale ed aggrapparmi a una solida retorica hollywoodiana; far capire ai ragazzi che non devono pensare come dicono loro di pensare, e non devono fare quello che dicono loro di fare (il che è paradossale, un pensare annulla l’altro, un fare vanifica l’altro).
Tuttavia questo entusiasmo mi sparirebbe subito, a contatto con sedicenni convinti che il mondo non abbia mai conosciuto cervelli come il loro (anche se io continuo a crederla fermamente questa cosa… loro sono in parte anche giustificati dall’età!).
Sarei incapace di mantenere l’ordine e di ottenere un minimo di rispetto: sono malleabile e socievole, mi mangerebbero viva.
Oppure potrei adottare un modello che ho conosciuto all’interno dell’università che sto frequentando: interrogazioni senza domande, interrogato a scelta, argomento a scelta, voto a scelta.
Non volerebbe una mosca. All’Unifi ho imparato che l’unica che prova a lamentarsi per l’abolizione del regime meritocratico, rischia di subire agguati durante la pausa caffè, finendo quasi affogata in un canale di acqua marcia.
Tutto questo, gentile prof. Spini, è per chiederle scusa per la reazione di ieri pomeriggio a quel 30 “elemosinato”. L’ho trovata inappropriata io stessa: quella non era la sede adatta per attaccare i massimi sistemi ed io non sono sufficientemente carismatica per prendere per mano la rivoluzione e finire stampata su milioni di magliette.
Sono un’illusa, una perfezionista… se fossi vissuta nel Cinquecento avrei forse aderito al manierismo… Sono una ragazza che è cresciuta senza genitori, in un contesto difficile, di povertà quasi assoluta, e che da tale contesto sta cercando di tirarsi fuori con tutti gli sforzi possibili.
Credo nel potere della cultura, credo di poter imparare da tutto e da tutti. Ma i metodi di questa facoltà, per me, stanno diventando frustranti. Un esame “da 30” può essere preparato in due giorni da persone dotate di un minimo di raziocinio.
Qual è la differenza tra frequentare questa università e andare da Feltrinelli, comprarsi tre libri, e ripeterseli di fronte allo specchio?
Questo non vuol essere uno sfogo da talk show. Con tutta probabilità non le sto dicendo niente di nuovo. Ma, chissà… repetita iuvant...
Per chiudere questa piccola parentesi, che spero sia significativa in qualche modo per entrambi, le dedico le immagini del film di Pasolini, con la colonna sonora che sta accompagnando i miei ultimi giorni...
http://www.youtube.com/watch?v=iXh3p9HbxKA&feature=related
Apra questo link quando ha un po' di tempo e mi scusi ancora se l'ho presa come capro espiatorio, in nome di molti altri suoi colleghi.
La saluto (davvero) cordialmente.
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postato da fuckinlife alle ore 11:37
domenica, 23 dicembre 2007

Un mese e mezzo di esilio a mangiare gianduiotti. Mi è mancato tanto. Mi veniva in mente tutte le volte che sentivo ticchettare il phon. Tutte le cose che bruciano ticchettano: il cofano della macchina, i termosifoni, io. Quando se n’è andato ho provato a tenermi nel naso il suo profumo, ma c’è troppo smog a Firenze. Lui che ha la consistenza misteriosa dei pelucchi bianchi che rimangono dentro al filtro del phon e dentro agli ombelichi. Un giorno abiteremo in mezzo a un bosco, in una casa di vetro circondata da pini altissimi e betulle, e mensole piene di lattine vuote senza etichetta e urban toys, e sulle pareti tutti i suoi collage col titolo strano. Lui ha bisogno di soffitti alti. E’ abituato all’aria di Breiðabólsstaður, d’altra parte. Bentornato scoiattolo azzurro.

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postato da fuckinlife alle ore 12:49
giovedì, 06 dicembre 2007



Un'influenza qualsiasi e accorgersi che in quella testa c'è un mondo incantato. Io nel letto e lui accanto che mi disegna i conigli con Paint, che mi legge della morte di Dimebag Darrell con la voce bassa, mi rimbocca le coperte, mi compra i cornetti all'albicocca. Lui che ha sempre fame, ed una parola buona per tutti. Lui che sa di che colore sono le nuvole basse ed i sedili di un'ex terza classe. Per lui non potrò mai essere abbastanza.
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postato da fuckinlife alle ore 16:05
domenica, 02 dicembre 2007

Quand'è che i miei luridi compatrioti di tutte le classi, di tutti i ceti, impareranno a tener ordinato il proprio tavolino di lavoro? A non ammonticchiarvi le carte d'ufficio insieme alle lettere della mantenuta, insieme al cestino della merenda, insieme al ritratto della propria nipotina, insieme al giornale, insieme all'ultimo romanzo, all'orario delle Ferrovie, alle ricevute del calzolaio, alla carta per pulirsi il culo, al cappello sgocciolante, alle forbici delle unghie, al portafogli privato, al calendario fantasia?
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postato da fuckinlife alle ore 12:23
domenica, 25 novembre 2007

La pausa dai post, gentile utente anglofono, non è dovuta al fatto che io possieda un vissuto al di fuori di questa scatolina colorata. Tutt’altro: non ne possiedo più uno nemmeno qui dentro. Mi osservo mentre ripasso il segno delle mie orme e mi annoio di quello che dico, quindi, evito di farlo. C’è qualche aggiornamento: mi è stato detto da Luca stesso che ha, finalmente, viva dio, trovato una nuova fidanzatina o pseudotale. Non vedo l’ora di capire chi è per affibbiarle un nomignolo e riderci e bestemmiarci su. E poi lo scrittore fra qualche giorno sbarca nella mia città. Ma ormai sono un personaggio degli Indifferenti di Moravia. Non c’è niente che mi susciti reazioni degne, accetto tutto passivamente. Con Mirko pecco ogni giorno di irriconoscenza e manco di senso della misura. Lui ha una pazienza epica. E si è trovato di fronte la sconcertante sintesi vivente di un problema irrisolvibile, perché io sono allo stesso tempo il problema e la soluzione. Mi viene in mente Davide che mi preparava le uova al tegamino mentre pronunciavo i miei fatidici “non so cosa fare della mia vita”: lui sapeva darmi abbracci affettuosi, non le lapidi di marmo che sento ultimamente. Ora, senza di lui, continuo a cantare il mio lamento di vittima di un destino impietoso. Credevo di saperci fare con le persone e ho scoperto che sono le persone che ci sanno fare con me. Costruisco la gente sulla base del mio ideale, poi rimango delusa e quello mi guarda e mi dice “ma che cazzo ti aspettavi?”. Vorrei svegliarmi un giorno e non sentire più niente, sotto una colata di cemento con due buchini (facoltativi) per respirare. Non sarò io ad arrivare a Manhattan con 15 dollari in tasca e fare carriera. Non sarò io a rompere i bicchieri e poi pagare da bere. Allora ogni gesto serve veramente a poco. Sto leggendo un fumetto esagerato. Watchmen. Capitolo 2, "amici assenti". Dal diario di Rorschach: “E’ così che succede? Una vita a lottare, senza tempo per gli amici, e alla fine sono solo i nemici a portarti delle rose”.

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postato da fuckinlife alle ore 23:49
martedì, 16 ottobre 2007

Un anno esatto fa ascoltavo Capossela. Tra due minuti uscivo a fare una passeggiata. Io, te, il cane e un freddo boia. Parlavamo della gente che fa bungee jumping dalle gru, di quella che va a fare la doccia con un tostapane sottobraccio, di quelli che appendono i rosari agli specchietti retrovisori. E di quella volta sulla fiat uno a metano che abbiamo sorriso all’autovelox. Il tuo stomaco cadeva a pezzi, te mi pregavi di smettere di farti ridere perché se no ti si staccavano i punti. Non si muore di affitto e di fame, dicevamo. Ce la possiamo fare da soli io e te, a fare qualsiasi cosa. Poi ci siamo persi. Entravi nei bagni dei bar e dicevi “io vado a farmi, te prendi qualcosa”. E tua mamma canticchiava battisti mentre ci faceva le lasagne. In pochissime parole, mi capita raramente di pensarti. Mi torni in mente quando sento il rumore della pioggia o quello della tosse. Quando piove, è la cerimonia di una storia che da qualche parte finisce. Ora dove sei?


[Grazie Vasco (quello vero). Grazie alle tue luci.]

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postato da fuckinlife alle ore 05:03
domenica, 14 ottobre 2007

Cosa vuol dire questa cosa di darsi, di prestarsi a qualcun altro a tempo indeciso ed impreciso? Scambiarsi i modi di dire e di fare. Soffrire e non darlo a vedere. Organizzare miseri giorni di ferie da dipendenti. Cercare qualche posto dove non sono stata e prenotare per piantare le bandiere su Marte. Prendiamoci un deltaplano, insieme. Mangiare fuori. La macchina in divieto di sosta e le quattro frecce che lampeggiano tutta la notte. I compleanni. Scambiarsi saliva e illusioni. Il desiderio di sentire il dolore al posto tuo. Metterti la mano davanti quando sbadigli. Cosa vuol dire? In cosa consiste? Te non mi dici niente, anche perché ora dormi. Ma non parli mai. Fermami quando trovi il momento in cui tutto può essere sopportabile, in cui lo stomaco non si complica, in cui non mi disidrato in litri di pianti. Facciamo una scatola di legno e scriviamoci sopra “perderemo”. Perché da ora in poi perderemo capelli e anni, forse i migliori, e un sacco di cose, e tanti amici. Vedremo insieme le macerie del paesaggio. Siamo anche le cose che perdiamo. Non c’è da aver paura. Ma io la capisco. La tua agitazione. Io lo so perché non me le dici quelle parole. Non farti prendere dal panico. Non farti prendere. Non farti prendere vivo. Però. Ora ho bisogno che te mi gridi qualcosa. Chilometri di righe confusionarie per dirti che io, il fatto che tu riesca a sbottonarmi la pelle, lo chiamo amore. Ma ora, gridami qualcosa. Una volta sola. Ti concedo il tempo impreciso di una sigaretta. Per decidere se starmi a mille chilometri di distanza o corrermi addosso. Magari questa volta non staccare il pezzetto in cima, falla durare di più, fumala con calma, alla mia finestra. E se dopo non sento niente, mi scrivo sulla fronte torno subito. Però poi, non torno mai.

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postato da fuckinlife alle ore 17:12
venerdì, 05 ottobre 2007

Ciao Ale.
L’email l’ho letta, ma purtroppo non ho un granchè da raccontarti.
La mia vita è sempre quella.
Non riesco a fare cose degne di nota, nemmeno a perfezionare l’imitazione di Kabir Bedi.
Rifiuto lavori proposti da omuncoli ingessati in doppiopetti di circostanza.
A volte mi vengono degli slanci creativi ma fortunatamente ci sono svariate sovrastrutture a  proteggermi le spalle, mi indicano quale sia il modo lecito di interfacciarmi, mi spingono a non rischiare, a non tentare e a stare lì perché quello è il mio ruolo: lamentare e lamentarsi.
Mi guardo intorno e fremo di disgusto. Ci sarebbe da filtrare, da scremare, da infilare qua e là paletti per vampiri. Certa gente mi fa voglia di sfondargli le rotule a bastonate e di infilargli i vetrini nelle pupille.
Ma non mi ribello.
Sto qui.
E sorrido sempre a bocca serrata.
C’è chi mi dice che avere gente intorno è un bisogno fisiologico.
Ma mi ci pulisco le terga con queste ovvietà.
Dalla tua indole, dalla tua matrice, non puoi scappare a lungo, non puoi guarire.
La villa abbandonata dove andavamo da piccoli mi piaceva tanto perché lì potevi abbaiare nella nebbia delle sei del mattino senza trovarti tra i piedi insulsi pezzi di merda.
Io sono del club omega, ed è un club a numero chiusissimo e quelli del club delta non li desidero, non li voglio intorno, sono noiosi ed irritanti come le serate al minigolf.
A volte mi chiedo se il mio essere così schiva è frutto di qualche menomazione genetica. Se in altri posti, con altri panni, magari ci fosse la possibilità di stare meglio. Per verificare mi iscriverò a un corso di breakdance e comincerò ad atteggiarmi da negra disadattata mimando il possesso di pistole con l’indice il medio e il pollice. Magari mi faccio anche iniettare il silicone nelle labbra e mi tatuo Zulu Kings sulle natiche.
Mi dispiace di non avere niente da raccontarti. Vorrei qualcosa di eclatante. Ma ultimamente l’unica scoperta che ho fatto è che l’idraulico liquido costa veramente troppo per i risultati che dà, e soprattutto per la quantità di liquido che c’è dentro. E’ molto meglio la soda caustica. Spendi pochissimo e, se non rimani ustionato, ci guadagni davvero un tot. Hai visto quante nozioni pregevolmente utili riesco ad apprendere ogni dì che trascorro su questa terra?
Poi… poi… che ti dico… Mirkino l’hai conosciuto… e non ho avuto tempo di farti capire quanto conti su di lui. Tutte le volte che mi appare, io mi lancerei a occhi chiusi da un dirupo dalla contentezza, sempre sperando di non spiaccicarmi la faccia tipo cane pechinese nell’impatto. So che lui c’è, è il mio paracadute, basta un suo gesto per alleggerirmi l’impatto al suolo. Se non ci fosse lui mi prenderei il fegato a forchettate. E’ proprio un bel regalo che mi è arrivato un giorno d’aprile. Ogni tanto le cose vanno come dovrebbero.
Potrei continuare a sprecare fiumi di parole. Invece ti dico solo che spero che venga la guerra, almeno succede qualcosa di cui potrei sentirmi realmente partecipe.
Ah. Stai attento agli inglesi: hanno tutti i denti rotti.
Ti voglio bene. Le persone che contano nella mia vita sono sempre così distanti…
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postato da fuckinlife alle ore 11:45
mercoledì, 03 ottobre 2007

Il cuore pieno come una discarica, un lavoro che ci uccide lentamente, lividi che non vogliono guarire. Ci va bene una vita tranquilla, una stretta di mano, un po' di monossido di carbonio, niente allarmi, nessuna sorpresa. Silenzio.

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postato da fuckinlife alle ore 15:10
domenica, 30 settembre 2007

Mille volte sospirai, mille volte mi disperai. Mille volte pregai il cielo, mentre in alto il sole compiva il suo cerchio. Infine, sarei riuscito a liberarmi dall'atroce tormento, dalla trappola del mostro che mi imprigionava? Mille volte sentii il tocco gelido dell'abbandono, eppure non ero solo. Con me c'erano eroici compagni. Con me c'erano il Ragazzo Nostalgico, la Ragazza col Nome di un Fiore, il Bambino Senz'organi, il Bambino con Due Anime, il Bambino che Voleva Crescere, la Ragazza che Voleva Essere Vista e altri malinconici, favolosi protagonisti in cerca di riscatto.
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