
Prendo una coperta e del fuoco.
Provo a raccontarti questa storia con le nuvole di fumo. Il cielo è grande e c’è abbastanza posto per scrivere.
Per te è tutto troppo grande, ancora.
I mattoni, l’acqua, il pozzo, il cemento, il letto, la sabbia, il vetro, che prima era sabbia.
Il campo da calcio è troppo lungo per farlo tutto su e giù, la porta è troppo grande per parare un rigore, io sono troppo grande per avere tempo a sufficienza per te.
Abbiamo un sacco di cose in comune. Anch’io il risotto al pomodoro non l’ho mai sopportato.
Nei cinque momenti che vorrei salvare della mia vita, al terzo posto c’ho messo le notti che dormi con me e mi cerchi i piedi attraverso le coperte per farmi il solletico. Scusa ma i primi due posti erano già occupati, uno dal 12 novembre del 2001 quando sei nato, e l’altro sai benissimo da cosa.
Io e te non abbiamo paura del buio, ma la lucina azzurra di snoopy la accendiamo lo stesso.
Te hai paura dei lupi e ti disegni la faccia di blu, ti metti il pigiama sopra ai vestiti, e non sai dire maionese.
E si fa presto a dirti buon compleanno o buon Natale. I giorni per te sono stati uno più complicato dell’altro.
Quando sei grande te ne accorgi perché ci sono dei momenti che ti fanno abbassare la testa.
Quando sei piccolo vuoi solo trovare un granchio per metterlo nel secchiello.
Sei tanto piccolo, ma lo sei perché non hai ancora il superfluo.
Sei un uomo in versione tascabile e in edizione limitata.
Anche questa volta ci dimostrerai che hai il cuore più grande di tutti.