Risposte che scivolano. E’ inafferrabile ma accusa me di essere ambigua. Prima che il sonno mi precipiti addosso leggo e rileggo quello che scrive. A volte sembra così assente. Parla del vuoto, ma il suo vuoto non è leggero come ti aspetti che sia. Pensa come un genio e scrive come nessun altro. Non ha bisogno di tempo per dirti quello che vuole. Io devo preparare tutto prima, dattiloscriverlo in anticipo e decantarlo da un leggio. E’ il conflitto tra il suo genio e la mia normalità, tra la mia ragionevolezza e la sua follia. Alla fine poi smetto di pensarci e torno alla mia vita di ogni giorno, al mio corpo goffo, ai sentimenti limitati dalla necessità e dal dolore, agli incubi più atroci. Chiudo gli occhi e lui muove in 1.f4. Difesa Bird. Rispondo d5 e poi, come al solito, rimango a guardare.
Le Aerolineas Argentinas che mi portano a Buenos Aires. 13 ore di volo. 12 milioni di abitanti, l’avenida 9 de julio, plaza de majo, la Casa Rosada, El Cabildo, la Boca, San Telmo e Recoleta. Puerto Piramides, Punta Pardelas, Punta Delgada, poi giù alla spiaggia, tra gli elefanti e i leoni marini. Caleta Valdes, Punta Tombo coi pinguini di magellano. El Calafate, El Chalten, l'autostop, i laghi Cardiel e Viedmaa, il parco Los Glaciares, le torri di granito del Fitz Roy e del Cerro Torre, boschi di lengas, gli scalatori che si fanno gli auguri alla locanda, l’acquazzone, il bosco pietrificato di la Leona. Il Perito Moreno, magari sul battello. E poi in Cile in autobus, sulla ruta 40, le Ande, la tempesta di polvere, le terre di nessuno, il parco Torres del Paine, i guanachi, il rifugio. E te. E’ quello che chiedo. Aspetto una risposta.