Ciao Ale.
L’email l’ho letta, ma purtroppo non ho un granchè da raccontarti.
La mia vita è sempre quella.
Non riesco a fare cose degne di nota, nemmeno a perfezionare l’imitazione di Kabir Bedi.
Rifiuto lavori proposti da omuncoli ingessati in doppiopetti di circostanza.
A volte mi vengono degli slanci creativi ma fortunatamente ci sono svariate sovrastrutture a proteggermi le spalle, mi indicano quale sia il modo lecito di interfacciarmi, mi spingono a non rischiare, a non tentare e a stare lì perché quello è il mio ruolo: lamentare e lamentarsi.
Mi guardo intorno e fremo di disgusto. Ci sarebbe da filtrare, da scremare, da infilare qua e là paletti per vampiri. Certa gente mi fa voglia di sfondargli le rotule a bastonate e di infilargli i vetrini nelle pupille.
Ma non mi ribello.
Sto qui.
E sorrido sempre a bocca serrata.
C’è chi mi dice che avere gente intorno è un bisogno fisiologico.
Ma mi ci pulisco le terga con queste ovvietà.
Dalla tua indole, dalla tua matrice, non puoi scappare a lungo, non puoi guarire.
La villa abbandonata dove andavamo da piccoli mi piaceva tanto perché lì potevi abbaiare nella nebbia delle sei del mattino senza trovarti tra i piedi insulsi pezzi di merda.
Io sono del club omega, ed è un club a numero chiusissimo e quelli del club delta non li desidero, non li voglio intorno, sono noiosi ed irritanti come le serate al minigolf.
A volte mi chiedo se il mio essere così schiva è frutto di qualche menomazione genetica. Se in altri posti, con altri panni, magari ci fosse la possibilità di stare meglio. Per verificare mi iscriverò a un corso di breakdance e comincerò ad atteggiarmi da negra disadattata mimando il possesso di pistole con l’indice il medio e il pollice. Magari mi faccio anche iniettare il silicone nelle labbra e mi tatuo Zulu Kings sulle natiche.
Mi dispiace di non avere niente da raccontarti. Vorrei qualcosa di eclatante. Ma ultimamente l’unica scoperta che ho fatto è che l’idraulico liquido costa veramente troppo per i risultati che dà, e soprattutto per la quantità di liquido che c’è dentro. E’ molto meglio la soda caustica. Spendi pochissimo e, se non rimani ustionato, ci guadagni davvero un tot. Hai visto quante nozioni pregevolmente utili riesco ad apprendere ogni dì che trascorro su questa terra?
Poi… poi… che ti dico… Mirkino l’hai conosciuto… e non ho avuto tempo di farti capire quanto conti su di lui. Tutte le volte che mi appare, io mi lancerei a occhi chiusi da un dirupo dalla contentezza, sempre sperando di non spiaccicarmi la faccia tipo cane pechinese nell’impatto. So che lui c’è, è il mio paracadute, basta un suo gesto per alleggerirmi l’impatto al suolo. Se non ci fosse lui mi prenderei il fegato a forchettate. E’ proprio un bel regalo che mi è arrivato un giorno d’aprile. Ogni tanto le cose vanno come dovrebbero.
Potrei continuare a sprecare fiumi di parole. Invece ti dico solo che spero che venga la guerra, almeno succede qualcosa di cui potrei sentirmi realmente partecipe.
Ah. Stai attento agli inglesi: hanno tutti i denti rotti.
Ti voglio bene. Le persone che contano nella mia vita sono sempre così distanti…